26.7.17


E-035
Case di vacanze. Arzachena (Sassari) . Marco Zanuso . 1962-64

'In una lottizzazione del 1962 che da una strada vicinale disegna porzioni di terrada 4 ettari in lingue strette e lunghe che puntano al mare, troviamo collocate due case per vacanze dalla pianta quadrata. Costruite in contemporanea tra il 1963 e il 1964 a venti metri dall’acqua, esse appaiono uniche presenze in un paesaggio aspro e vuoto, disegnato solo dai recinti dei muri a secco dei pascoli. E una Sardegna dei primordi, appena sfiorata dalle imprese dell’Aga Khan dove lo skyline della costa appare completamente sgombro.
L’alloggio estivo per due famiglie milanesi in una Costa Smeralda che non ha neanche la luce elettrica viene spinto tipologicamente da Zanuso verso l’identificazione con l’alloggio-ovile sardo di cui il ‘correr’ recinto di prima misurazione della campagna, e in pianta la forma generatrice.
Abitare qui nello spirito delluogo significa soprattutto ripararsi per alcune ore della giornata che per il resto viene vissuta in esterni o schermarsi dal vento che batte insistentemente. Tra il ripararsi e lo schermarsi si vengono elaborando queste due piccole fortezze primordiali, niente altro che due recinti di 15 x 15m di lato dotati di un tetto e tirato su dallo spiccato nell’unico materiale onnipresente: il granito.
Una fascia di sassi arrotonda di grosse dimensioni disegnat perlopiu dal vento persistente e in posizione di avanguardaverso il mare. Alle spalle, una perimetrazione agrícola da pastorizia rimanda ad un mon chiuso dalle tradizioni arciach proprietario del terreno risultante poi essere il muratore stesso delle due case. Per il resto, sa mirto e olivastri nella piu estre delle vegetazioni mediterraneo.
Di tre tipi, grigio chiarissimo, giallo e rosa bruciato il granito dei muri si estende alle case nell’unica possibife forma di costruzione di tipo tradizionale di blocchi erratici uniti con malta di calce e cemento a doppia faccia a vista. Un muratore del paese costruira da solo in dodici mesi le due case tagliando a spacco i blocchi in peaature variabili tra i 25 e i 40 cm e gettando poi lui stesso le solette e le gronde in cemento armato.
Planimetricamonte tra l’una e l’altra delle case. Zanuso stabilira un angolo di rotazione a conferma di come l’asse di riferimento non sia un fronte astratto, ma un allineamento dettato dalla variazione mistilínea del disegno della costa rispetto al la qua le si vuole stabilire un principio di corrispondenza.
All’interno del recinto la pianta verra elaborata su un reticolo di 9 quadrati ideali di cuí se ne conteranno 4 occupati da pieni(tre ca mere da letto piu una zona cucina-pranzo) e 5 da vuoti in configurazione di croce greca di cuí uno ‘pieno’ per la presenza fissa di un tavolo all’aperto ed un altro parzialmente occupato da servizi (bagno e torno-camino).
Smussati sugli spigoli da un tagl io a 30° che ne segnera gli ingressi, i quadrati pieni graviteranno decisamente sul centro della corte nella zona coperta da un graticcio di canne.
Luce, ombra, ventilazione si alterna no al l’interno del recinto in un elementare quanto antropologicamente attento gioco d i scambi tra aperto e chiuso.
L’elegante doppio sistema del le chiusure nello spigolo e risolto in un’anta secca da 90 cm che viene riposta nello spessore del muro e da un sistema di persiane in legno di abete trattato con carbol inium ad anteasimmetriche. Una doppia opzione di chiusura: sul filo interno diagonale della camera si avra una porta piena e una chiusura definitiva del l’ambiente, sul filo esterno a completare il quadrato del la muratura le ante asimmetriche elegantemente tag liate nelle doghe da fen diture vert icali consenti ranno fin dalle camere, fin dai letti, una permeabi li tá visiva completa fino al punto centra le del tavolo in granito della corte in un’idea di schermatu ra più che di vera chiusura.
Una dialettica tra aperto e chiuso ribaltabile anche all’esterno: dal mare la casa-recinto offre lo spigolo piú ricco e il suo momento illusionistico più forte nei due lati che presentano aperture. Da quel punto, grazie ai due v uoti dell’ ingresso e del finestrone e al le posizioni angolari del le stanze, il tutto si smaterial izza e si comincia a pensare che l’edificio non ci sia, che non esistano volumi coperti, che il 15 x 15 m non racchiuda stanze o ambienti ma un semplice recint o acielo aperto per pastori.'

http://hicarquitectura.com/2017/06/marco-zanuso-case-di-vacanze-arzachena-sassari-1962-1964/

19.7.17


E-034
Mathsson summer house, Frösakull, Sweden . Bruno Mathsson . 1960

'Frösakull consists of a base platform measuring 10x15 metres, on which a structure of galvanized iron is erected. The walls are made of corrugated plastic, South American wood (“parapine”) and glass which have been attached directly to the structure. The roof was made by fl exing translucent opal-white acrylic plastic between the rafters to form six barrel-vaults that run across the structure enclosing the entire space except for the inner court. Under the transparent vaults and steel rafters, a ceiling of angled and mounted wood slats is suspended, sifting the light like venetian blinds. The house has two yards: an inner court enclosed with corrugated plastic and thus screened from view, and a sun patio that is not on the platform, but is enclosed with the same corrugated plastic thus incorporating it into the body of the building. The layout is very simple; the building consists of two parts: a closed part with north-facing wooden walls for the bedrooms and bathroom/toilet, and an open part with corrugated plastic walls and a roof covering half the space that makes up the living room and inner courtyard. The only different part is the little sun patio, added as an extension to one of the façades.'

Helena Mattsson

http://www.mikaelolsson.se/media/ahomeisnotahousehelenamattssonsteidlverlagmikaelolsson.pdf

5.7.17


E-033
Kanchanjunga Apartments, Mumbai . Charles Correa . 1970-83

28.6.17


E-032
New Baris Village, Kharga . Hassan Fathy . © A Kawatli . 1965-67

'Discovery of a large water well sixty kilometers south of the Kharga Oasis in 1963, which had been estimated to have the capacity to continuously irrigate up to 1000 acres of land, led the Organization for Desert Development to propose an agricultural community here at that time. 
This remote and forbidding wilderness outpost, which is almost in the geographical centre of Egypt, was planned to initially house 250 families, of which more than half were intended to be farmers and the remainder to be service personnel. His previous experience with such a project, and particularly his ability to build it inexpensively, made Fathy the logical choice as the architect for New Baris.
Without a visible clientele to design for, Fathy concentrated on a thorough study of both the traditional architecture and climate of the region. In addition to examining the fourth century AD mudbrick ruins of the necropolis of Bagawat nearby, he also closely observed the existing village of Kharga, where the material used, as well as the width and orientation of the streets and introverted forms of the houses effectively offset summer temperatures as high as 50C degrees that could potentially cause serious physiological problems for the people living there.
These considerations, along with the additional need for the cold storage of the fruits and vegetables grown by the community prior to shipping, and the impossibility of providing air-conditioning, led Fathy to focus on natural systems as the formative influence on the new village. For this reason, the souk, or market place, became the active heart of a community which spirals out to fit a rather steeply graded ridge on either side of it. This souk, and other communal buildings around it, differ from their predecessors at New Gourna both in the more realistic choice of functions represented and the compactness of the open spaces between the buildings themselves.
To solve the problem of the cold storage of perishables, Fathy turned to the physical solutions provided by the thermal mass of materials used and the manipulation of natural air movement as the only possible answers. By putting the storage areas below grade and refining the malkaf designs he had used previously by adding baffles, incrementally reduced airshafts and secondary towers to accelerate circulation, temperature reductions of up to 15C degrees were achieved.'

https://archnet.org/collections/11/sites/2560

20.6.17

12.6.17


E-031
La Congiunta, Giornico . Peter Märkli . 1992

5.6.17


E-030
Scuola Elementare, Fagnano Olona . Aldo Rossi . © Luigi Ghirri . 1972-76