7.10.17


P-010
Cortijo Villegas, Fuente Vaqueros . © Antonio Jiménez Torrecillas . 2006

La forma del secadero revela el proceso de su construcción.
Sobre una zanja  excavada en la tierra se levanta un zuncho.
La estructura de fustes de chopo se cubre con tejas reutilizadas.
El cerramiento actúa de carcasa ventilada de la estructura.
Sobre unos ladrillos se apoyan unos prefabricados de hormigón reciclados.
Un cable de acero los asegura contra el vuelco.
Ya más arriba, se van disponiendo cortezas de piel de chopo,
el sobrante de los trabajos realizados en la serrería,
siguiendo la forma inclinada de la cubierta.
Al ser todas las tablillas de la misma longitud,
el triangulo restante inferior se completa con una disposición horizontal.'

Antonio Jiménez Torrecillas
El viaje de vuelta. El encuentro de la contemporaneidad a través de lo vernáculo
2006

25.9.17


F-009
San Giorgio Courtyard, 'Viva Churchill' . © Vittorio Pandolfi . 1950s

'La versione in ektachrome di un cortile sangiorgese negli anni '50, notare la scritta sulla parete di fondo, le truppe di occupazione erano andate via da pochi anni lasciando tracce.'

Vittorio Pandolfi

https://www.flickr.com/photos/agedsenator/1813753098/

18.9.17


E-037
House Without Qualities, Cologne . Oswald Mathias Ungers . 1995

'Haus III or the “House Without qualities” (Haus ohne Eigenschaften) is a late work by German architect Oswald Mathias Ungers which the architect built for his wife and himself. Constructed in Cologne in 1995, the house is considered an experiment on the reduction of architectural elements  and it materializes the research on abstraction which Ungers had developed over the years; in this sense, the building can by seen as a conceptual model for a house which has been made real through building.
The house has a rectangular plan based on a classical architectural scheme, a central space and two side-aisles. It consists of two floors with five rooms, a central double-height volume and four equal rooms in the side-aisles.
Crucial in the design of the plan is the thickness of the exterior and the interior walls which are used to incorporate service facilities, like stairs, toilets, the elevator, bathrooms and storage spaces. The width of the walls is always the same through the whole plan.
The façades are identical by twos, symmetrical and constructed according to specific rules of proportions, no differentiation is pursued between the front and the back and the same window/door size is employed. The plan’s geometry is not made evident in the elevations in any way.
The extreme synthesis, the reduction of elements (no decoration, no hierarchy, no style) makes evident Ungers’ obsessive research for the essence of architecture, which the architect identified in the strict rules of composition.
'

http://socks-studio.com/2015/11/10/house-without-qualities-by-o-m-ungers-1995/

10.9.17


E-036
Quinta da Conceição, Matosinhos . Fernando Távora . 1956-60

'La Quinta da Conceição era una propiedad particular que el ayuntamiento de Matosinhos decidió transformar en parque público. El interés de la obra reside precisamente en la interpretación arquitectónica del cambio de programa. La mayor alteración introducida por el proyecto consiste en la apertura de nuevas entradas y de un nuevo eje de circulación que las une. El resto de los recorridos del parque se organizan a partir de los vestigios arquitectónicos y paisajísticos de los usos anteriores, como dominio de un convento en el siglo XV y como propiedad particular en época más reciente. Los pavimentos, muros y vegetación introducidos por el proyecto «explican» los vestigios, prologándolos sin mimetismo. El pabellón de apoyo a las pistas de tenis se levanta en la parte superior del terreno, dominando toda la zona libre de vegetación paralela al nuevo eje de circulación. El diseño en consola de la terraza y de la cubierta enfatiza la posición de remate de la edificación, simbolizando al mismo tiempo la función lúdica del parque'

http://www.docomomoiberico.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=1725:pabellon-de-tenis-de-la-quinta-da-conceicao&Itemid=11&vista=1&lang=en

4.9.17


A-010
'You', Gavin Brown's Enterprise Gallery, Chelsea . Urs Fischer . 2007

'“You” is an art installation by Urs Fischer done in 2007 at Gavin Brown’s Enterprise Gallery in Chelsea. Consisting of  a 30 foot by 30 foot crater, 8 feet deep dug into the foundation of the gallery.
The installation took 10 days and was done at a cost of over $250 000.
The following warning greeted visitors “THE INSTALLATION IS PHYSICALLY DANGEROUS AND INHERENTLY INVOLVES THE RISK OF SERIOUS INJURY OR DEATH”
'

https://no-one.la/stories/urs-fischer-2007

21.8.17


A-009
Das über Pflanzen ist eins mit ihnen . Lois Weinberger . 1997

Railway track, planting with indigenous plants and neophytes, length 100m.
'Lois Weinberger made use of the open-air area of the Kulturbahnhof Kassel by sowing neophytes among indigenous plants. This type of vegetation grows rapidly, spreads across large sweeps of land, and crowds out native species. "The way a society deals with its plants tells us a lot about itself", says Weinberger. The struggle instigated by the artist is a metaphor of migration problems facing us today.
'

http://www.loisweinberger.net/

26.7.17


E-035
Case di vacanze. Arzachena (Sassari) . Marco Zanuso . 1962-64

'In una lottizzazione del 1962 che da una strada vicinale disegna porzioni di terrada 4 ettari in lingue strette e lunghe che puntano al mare, troviamo collocate due case per vacanze dalla pianta quadrata. Costruite in contemporanea tra il 1963 e il 1964 a venti metri dall’acqua, esse appaiono uniche presenze in un paesaggio aspro e vuoto, disegnato solo dai recinti dei muri a secco dei pascoli. E una Sardegna dei primordi, appena sfiorata dalle imprese dell’Aga Khan dove lo skyline della costa appare completamente sgombro.
L’alloggio estivo per due famiglie milanesi in una Costa Smeralda che non ha neanche la luce elettrica viene spinto tipologicamente da Zanuso verso l’identificazione con l’alloggio-ovile sardo di cui il ‘correr’ recinto di prima misurazione della campagna, e in pianta la forma generatrice.
Abitare qui nello spirito delluogo significa soprattutto ripararsi per alcune ore della giornata che per il resto viene vissuta in esterni o schermarsi dal vento che batte insistentemente. Tra il ripararsi e lo schermarsi si vengono elaborando queste due piccole fortezze primordiali, niente altro che due recinti di 15 x 15m di lato dotati di un tetto e tirato su dallo spiccato nell’unico materiale onnipresente: il granito.
Una fascia di sassi arrotonda di grosse dimensioni disegnat perlopiu dal vento persistente e in posizione di avanguardaverso il mare. Alle spalle, una perimetrazione agrícola da pastorizia rimanda ad un mon chiuso dalle tradizioni arciach proprietario del terreno risultante poi essere il muratore stesso delle due case. Per il resto, sa mirto e olivastri nella piu estre delle vegetazioni mediterraneo.
Di tre tipi, grigio chiarissimo, giallo e rosa bruciato il granito dei muri si estende alle case nell’unica possibife forma di costruzione di tipo tradizionale di blocchi erratici uniti con malta di calce e cemento a doppia faccia a vista. Un muratore del paese costruira da solo in dodici mesi le due case tagliando a spacco i blocchi in peaature variabili tra i 25 e i 40 cm e gettando poi lui stesso le solette e le gronde in cemento armato.
Planimetricamonte tra l’una e l’altra delle case. Zanuso stabilira un angolo di rotazione a conferma di come l’asse di riferimento non sia un fronte astratto, ma un allineamento dettato dalla variazione mistilínea del disegno della costa rispetto al la qua le si vuole stabilire un principio di corrispondenza.
All’interno del recinto la pianta verra elaborata su un reticolo di 9 quadrati ideali di cuí se ne conteranno 4 occupati da pieni(tre ca mere da letto piu una zona cucina-pranzo) e 5 da vuoti in configurazione di croce greca di cuí uno ‘pieno’ per la presenza fissa di un tavolo all’aperto ed un altro parzialmente occupato da servizi (bagno e torno-camino).
Smussati sugli spigoli da un tagl io a 30° che ne segnera gli ingressi, i quadrati pieni graviteranno decisamente sul centro della corte nella zona coperta da un graticcio di canne.
Luce, ombra, ventilazione si alterna no al l’interno del recinto in un elementare quanto antropologicamente attento gioco d i scambi tra aperto e chiuso.
L’elegante doppio sistema del le chiusure nello spigolo e risolto in un’anta secca da 90 cm che viene riposta nello spessore del muro e da un sistema di persiane in legno di abete trattato con carbol inium ad anteasimmetriche. Una doppia opzione di chiusura: sul filo interno diagonale della camera si avra una porta piena e una chiusura definitiva del l’ambiente, sul filo esterno a completare il quadrato del la muratura le ante asimmetriche elegantemente tag liate nelle doghe da fen diture vert icali consenti ranno fin dalle camere, fin dai letti, una permeabi li tá visiva completa fino al punto centra le del tavolo in granito della corte in un’idea di schermatu ra più che di vera chiusura.
Una dialettica tra aperto e chiuso ribaltabile anche all’esterno: dal mare la casa-recinto offre lo spigolo piú ricco e il suo momento illusionistico più forte nei due lati che presentano aperture. Da quel punto, grazie ai due v uoti dell’ ingresso e del finestrone e al le posizioni angolari del le stanze, il tutto si smaterial izza e si comincia a pensare che l’edificio non ci sia, che non esistano volumi coperti, che il 15 x 15 m non racchiuda stanze o ambienti ma un semplice recint o acielo aperto per pastori.'

http://hicarquitectura.com/2017/06/marco-zanuso-case-di-vacanze-arzachena-sassari-1962-1964/